PER GLI ADDETTI AI LAVORI

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In rilievo

ATTENTI ALLE TRUFFE

FONDI INTERPROFESSIONALI ED ENTI BILATERALI

Alla luce di alcuni accadimenti spiacevoli degli ultimi giorni, necessita chiarire alcune differenze importanti:
L’Ente Bilaterale (commercio, artigianato o altro che sia), si occupa di prestazioni di Fondo sostegno al reddito dei lavoratori e dei datori di lavoro diritti sanciti dai CCNL, il fondo interprofessionale invece è facoltativo e finanzia la formazione dei lavoratori.

Gli imprenditori artigiani calabresi stiano attenti a venditori di fumo che negli ultimi giorni stanno divulgando intenzionalmente notizie false che potrebbero recare danni seri alle imprese promettendo formazione gratuita o finanziata al 100% se ci si cancella dagli enti bilaterali. Tali soggetti prima di dare informazioni fuorvianti dovrebbero studiare la materia e non operare per sentito dire anche perché la divulgazione volontaria di notizie false può avere riflessi penali.

In rilievo

COMUNICATO STAMPA

ASpI AI LAVORATORI SOSPESI
(Dichiarazione del Presidente EBAC Calabria Giulio Valente)
Sottoscritta con Inps Direzione Regionale per la Calabria, la convenzione che di fatto rende operativa anche per le imprese artigiane Calabresi, l’ASpI per la sospensione lavorativa dei dipendenti.
E.B.A.C. è il primo ente bilaterale che in Calabria ha consentito l’utilizzo di questo nuovo strumento previsto dalla legge 92/2012 (c.d. riforma Fornero). Un importante successo per le parti sociali, che grazie al supporto della bilateralità hanno fornito ad imprese e lavoratori un ulteriore strumento per evitare i licenziamenti in caso di crisi.
L’Aspi come chiarito con il messaggio INPS n. 016857/21-10-2013 può essere richiesta anche successivamente all’ eventuale fruizione di CIG in deroga.
Le domande di accesso dovranno essere presentate telematicamente tramite il portale INPS e contemporaneamente l’impresa dovrà trasmettere la richiesta cartacea anche ad EBAC.
Per la prima volta in Calabria, gli ammortizzatori sociali erogati grazie ai fondi pubblici vengono integrati dai fondi bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva, un segnale importante di forte attenzione verso le piccole imprese che molto più di altre, risentono della grave crisi economica che sta affliggendo il nostro paese.

29 luglio 2014

I fondi di solidarietà bilaterali

Con la finalità di assicurare ai lavoratori una tutela in costanza del rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalla normativa in materia di CIGO e CIGS, la Legge 92/2012 istituisce i fondi di solidarietà bilaterali per i settori non coperti dalle norme in materia di integrazione salariale (art. 3 commi da 4 a 13).

Formalmente istituiti presso l’INPS con decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e attivati dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, l’istituzione dei suddetti fondi è obbligatoria per le imprese che occupano più di 15 dipendenti, in tutti i settori nei quali non si applicano le disposizioni in materia di integrazione salariale.


L’art. 3, comma 11 assegna ai fondi di solidarietà bilaterali altre possibili funzioni, oltre a quella tipica, ovvero:

- assicurare ai lavoratori una tutela in caso di cessazione dal rapporto di lavoro, integrativa rispetto all’assicurazione sociale per l’impiego;

- prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a  lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento  di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;

- contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell’Unione europea.

In alternativa a questo modello, la Legge 92/2012 consente anche di adeguare le fonti istitutive dei fondi bilaterali già esistenti alle finalità – tipiche e non – sopradescritte, laddove tali fondi siano consolidati e in considerazione delle peculiarità del settore (ad sempio quello dell’artigianato).

La Legge 92/2012 prevede inoltre l’obbligo per i settori e per le tipologie di datori di lavoro e classi dimensionali comunque superiori ai 15 dipendenti, non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale (che non abbiano stipulato entro il 31 marzo 2013 accordi collettivi per l’istituzione di un fondo di solidarietà bilaterale) di istituire un “fondo di solidarietà residuale”, cui contribuiscano i datori di lavoro di detti settori e i lavoratori.

Per una immediata operatività di tale fondo, la Legge 147/2013 (Legge di Stabilità 2014), ha fissato una aliquota contributiva di finanziamento, pari allo 0,50%, a decorrere dal 1° gennaio 2014. Tale contribuzione è sospesa per quei settori che abbiano avviato le procedure di costituzione dei fondi di solidarietà bilaterali, che dovranno completarsi però entro il 31 marzo 2014.

I fondi di solidarietà residuale possono fornire anche le seguenti prestazioni:


prestazioni integrative, in termini di importi o durate, rispetto a quanto garantito dall’ASpI;

assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi 5 anni;

contributi al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell’Unione Europea.


Viene infine sancito che il lavoratore sospeso dall’attività lavorativa e beneficiario di una prestazione di sostegno al reddito in costanza del rapporto di lavoro tramite i sopradescritti fondi, decade dal trattamento qualora rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione o di riqualificazione o non lo frequenti regolarmente senza giustificato motivo.


In alternativa al nuovo sistema dei fondi di solidarietà, la Legge 221/2012, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, per raggiungere le medesime finalità e con riferimento a settori dove sia già presente un consolidato sistema di bilateralità (ad esempio il settore dell’artigianato), ha previsto l’adeguamento delle fonti normative ed istitutive dei relativi fondi bilaterali o dei fondi interprofessionali.


La Legge 147/2013, per consentire la costituzione dei nuovi fondi o l’adeguamento e la trasformazione di quelli già esistenti, ha eliminato i termini inizialmente previsti dalla Legge 92/2012 e successivamente prorogati dalla L. 99/2013.

F.S.B.A. ARTIGIANATO

Tramite l’ accordo interconfederali del 31 ottobre 2013 e quello del 29 novembre 2013, le parti sociali dell’Artigianato hanno istituito il Fondo di solidarietà bilaterale (FSBA) ai sensi dell’art. 3, comma 14, Legge n. 92/2012, il quale ha ridisegnato il sistema degli ammortizzatori sociali, prevedendo per tutti i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale (cassa integrazione), di garantire ai lavoratori prestazioni di sostegno al reddito in caso di riduzione/sospensione dell’attività lavorativa per mancanza di lavoro, tramite l’istituzione da parte delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro di fondi di solidarietà bilaterali istituiti presso l’INPS. Tali fondi devono erogare prestazioni obbligatorie ai lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti.

In alternativa all’istituzione dei fondi presso l’INPS, la legge riconosce nelle realtà in cui sono presenti consolidati sistemi di bilateralità l’adeguamento degli enti esistenti alle disposizioni previste dalla Riforma, proprio come nel caso del sistema degli enti bilaterali dell’artigianato, per il quale i citati accordi hanno disposto l’adeguamento di EBNA (Ente Bilaterale Nazionale dell’Artigianato) alle novità normative previsti dalla legge 92/2012 tramite l’istituzione dell’apposito fondo FSBA.
Quest’ultimo, pertanto, diventa destinato a tutti i lavoratori dipendenti dell’artigianato e delle imprese che applicano i contratti collettivi di lavoro artigiani, e considerate le dimensioni medie delle imprese artigiane, il nuovo fondo opererà anche per le aziende con meno di 16 dipendenti e vi potranno aderire anche i dipendenti delle organizzazioni artigiane che hanno sottoscritto i predetti accordi, nonché i dipendenti degli enti e delle società dalle stesse costituite, promosse o partecipate.

Al momento il nuovo Fondo riconosciuto con decreto interministeriale attende pubblicazione in G.U. dello stesso decreto.

Successivamente alla pubblicazione sarà obbligatorietà la copertura.

29 luglio 2014

INFO SUI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

Si ricorda a tutti i professionisti che forniscono assistenza nelle procedure di accesso ai benefici previsti dai Contratti di Solidarietà (art. 5 commi 5 e 8 della L. n. 236/93), che  le agevolazioni vengono riconosciute dal Ministero “solo ed esclusivamente” nel caso vi sia l’intervento integrativo dell’Ente Bilaterale del settore di appartenenza. Le imprese prima di inoltrare la richiesta al Ministero del Lavoro dovranno inoltrare la richiesta all’Ente Bilaterale. Non è possibile presentare richiesta all’ente successivamente alla comunicazione di “diniego” o di “motivi ostativi” da parte del Ministero. In ogni caso l’impresa, per accedere al contributo di FSR deve aver maturato il periodo di adesione  all’Ente Bilaterale previsto dal relativo regolamento.

La precisazione si rende necessaria in quanto continuano ad arrivare richieste in tal senso, da parte dei professionisti che hanno inoltrate le pratiche per conto delle imprese e che oltretutto non aderiscono alla bilateralità.

29 luglio 2014

Incentivi in apprendistato.

Per l’assunzione di apprendisti il legislatore ha previsto incentivi sul piano retributivo, contributivo e fiscale. Sul piano fiscale le agevolazioni riguardano l’Irap: le spese sostenute per la formazione degli apprendisti sono escluse dalla base per il calcolo dell’imposta. Dal punto di vista retributivo è prevista la possibilità di erogare ai lavoratori una retribuzione più bassa rispetto a coloro che svolgono le stesse attività.

È anche possibile stabilire una retribuzione ridotta anche in misura percentuale e legata all’anzianità di servizio. La Legge 183/2011 stabilisce che per i contratti stipulati dal 1°gennaio 2012 al 31 dicembre 2016 da datori di lavoro con al massimo 9 addetti, uno sgravio totale dei contributi a carico del datore per i primi tre anni di contratto. La Legge 92/2012 prevede, a partire dal 2014, la restituzione integrale ai datori

dell’aliquota aggiuntiva dell’1,4% che serve a finanziare l’Aspi nelle ipotesi di trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine.

29 luglio 2014

SEMPLIFICAZIONI APPRENDISTATO D.L. 34/2014

Il D.L. 34/2014 ha introdotto importanti semplificazioni sull’apprendistato. Il Piano formativo individuale può essere compilato anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dai contratti collettivi o dagli enti bilaterali.

Il Piano deve contenere, tra l’altro, l’articolazione della formazione tecnico specialistica in termini di ore previste durante gli anni di apprendistato, le competenze da acquisire e le relative modalità di erogazione. Le varie tappe nelle quali si concretizza l’attività di formazione saranno registrate periodicamente nel libretto formativo. Il D.L. Poletti prevede che la clausola di stabilizzazione degli apprendisti opera solo per le aziende con più di 50 dipendenti. Il datore di lavoro ha la facoltà di assumere nuovi apprendisti a condizione che, nei 36 mesi precedenti le nuove assunzioni, almeno il 20% degli apprendisti abbia avuto la conferma del rapporto di lavoro alla fine del percorso di apprendistato. Il decreto Poletti lascia ai contratti collettivi nazionali la possibilità di modificare il vincolo di stabilizzazione.

27 febbraio 2014

Importanti Novità sull’Apprendistato

La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 20 Febbraio 2014 ha stabilito le nuove linee guida per la disciplina del Contratto di Apprendistato Professionalizzante o Contratto di Mestiere(art. 4 D. Lgs. 167/2011).

Importanti novità riguardano la durata della formazione di base trasversale, che varia in considerazione del titolo di studio posseduto dall’apprendista e le materie che devono essere trattate dalla formazione per l’acquisizione delle competenze specificate.

Confermata la non obbligatorietà di indicare nel PFI le materie oggetto della formazione di base trasversale mentre rimane l’obbligo di indicare le discipline della formazione tecnico-specialistica.

Per maggiori approfondimenti guarda l’Accordo direttamente nella nostra sezione Apprendistato.

30 gennaio 2014

NEWS SUI FSBA

Al via il contributo per i fondi di solidarietà dei settori non coperti da Cig.

L’operatività del fondo residuale sarà comunque di tipo sostitutivo e transitorio

Aumenta dello 0,50% il costo del lavoro, per effetto dell’entrata a regime del nuovo sistema di welfare bilaterale introdotto dalla riforma “Fornero”, così come modificato dalla legge di stabilità.

Il comma 185, art. 1, della legge di stabilità 2014 (legge 27.12.2013, n. 147) interviene sulla disciplina dei fondi di solidarietà bilaterali introdotta dalla riforma Fornero ai commi 4 e ss., dell’art. 3, legge 28 giugno 2012, n. 92. Il legislatore torna sull’argomento dopo che è scaduto il termine concesso alle parti sociali per la messa in opera di tale peculiare sistema di garanzia del reddito, interamente a carico delle imprese, in occasione di sospensioni o riduzioni di attività. La riforma del 2012, infatti, aveva previsto come termine ultimo il 31 ottobre 2013, data entro la quale le organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, avrebbero dovuto stipulare accordi collettivi o contratti collettivi finalizzati alla creazione di fondi di solidarietà bilaterali volti ad assicurare ai lavoratori una tutela in costanza di rapporto nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, ma a parte qualche rara eccezione quale il settore Artigianato sono in pochi i settori che si sono organizzati.

Contributo per i fondi di solidarietà


Alla luce di ciò, la legge di stabilità per il 2014 incassa tutti i passaggi letterali che nell’articolo 3, commi dal 4 al 45, della legge n. 92/2012, richiamavano alla scadenza del 31 ottobre 2013. Con il decorso del 1° gennaio 2014, peraltro, in conseguenza della previsione dell’ultimo periodo del comma 4, art. 3, della legge n. 92/ 2012, il termine del 31 ottobre 2013 non era più rilevante in sé, essendo oramai sostituito da un sistema residuale di finanziamento delle prestazioni istituito e regolato con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La norma prevedeva, infatti, già prima della legge n. 147/2013, che «decorso inutilmente il termine di cui al periodo precedente [cioè il 31 ottobre 2013], al fine di assicurare adeguate forme di sostegno ai lavoratori interessati dalla presente disposizione, a decorrere dal 1° gennaio 2014 si provvede mediante la attivazione del fondo di solidarietà residuale di cui ai commi 19 e seguenti».
Quindi, la novità di maggior rilievo non è tanto l’entrata a regime del nuovo welfare contrattuale, considerato che la riforma Fornero già fissava al 1° gennaio 2014 la data di avvio del fondo di solidarietà residuale, ma piuttosto gli oneri sociali aggiuntivi che la legge di stabilità per il 2014 ha introdotto per il finanziamento del medesimo fondo residuale: con il nuovo comma 20-bis, inserito nell’articolo 3 della legge n. 92/2012, dal 1° gennaio 2014 le imprese che occupano mediamente più di 15 dipendenti, non coperte da Cassa integrazione, sono chiamate a versare un contributo di finanziamento della predetta gestione di solidarietà residuale nella misura dello 0,50%. L’operatività del fondo residuale istituto con decreto ministeriale sarà comunque di tipo sostitutivo e transitorio. Non appena le parti sociali dei settori sottoposti al nuovo obbligo assicurativo daranno vita al fondo di categoria, non saranno più soggetti alla disciplina del fondo residuale. I contributi eventualmente già versati o dovuti in base al decreto istitutivo del fondo residuale, restano acquisiti al fondo residuale, con l’ulteriore eventuale obbligo (a discrezione del Comitato amministratore del fondo) di corrispondere la quota di contribuzione necessaria al finanziamento delle prestazioni deliberate nel periodo intermedio (nuovo comma 19-bis, art. 3, legge n. 92/2012). Inoltre, qualora alla data del 1° gennaio 2014 risultino in corso procedure finalizzate alla costituzione di fondi di solidarietà bilaterali, (come sta avvenendo per il settore Artigianato dove peraltro sono stati gìà siglati gli accordi interconfederali istitutivi del fondo) l’obbligo di contribuzione al fondo di solidarietà residuale sarà sospeso fino al completamento delle medesime procedure e comunque non oltre il 31 marzo 2014 e con riferimento al relativo periodo non sono riconosciute le relative prestazioni previste. In caso di mancata costituzione del fondo di solidarietà bilaterale entro il 31 marzo 2014, l’obbligo è comunque ripristinato anche in relazione alle mensilità di sospensione (nuovo comma 19-ter, art. 3, legge n. 92/2012).

Regime applicabile in generale  ai datori di lavoro con più di 15 dipendenti. Per il settore Artigianato è previsto l’obbligo anche per le imprese sotto i 16 dipendenti


Il nuovo sistema di welfare contrattuale ha una funzione universale rispetto al panorama dei soggetti non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale. Il legislatore inizialmente ha voluto che il fondo fosse obbligatorio solo per le «imprese che occupano mediamente più di quindici dipendenti» precisando che «le prestazioni e i relativi obblighi contributivi non si applicano al personale dirigente se non espressamente previsto» dal regolamento del fondo (art. 3, comma 10, legge n. 92/2012). Al fine però di assicurare la prestazione anche ai settori caratterizzati da una media ben al di sotto dei 15 dipendenti, quale appunto il settore Artigiano, nulla vietava alle parti sociali chiamate in causa, proprio in ragione della loro libertà di determinazione contrattuale, di estendere l’obbligo di assicurazione e contribuzione anche alle imprese di settore al disotto della soglia dei 16 dipendenti ed è proprio ciò che le parti sociali dell’artigianato hanno fatto con l’A.I. del 31 Ottobre 2013, qui al contrario di quanto attualmente avviene per gli altri settori, chi dovrà versare al nuovo FSBA non vedrà aumentare il costo del lavoro ma al contrario versando con la modalità di adesione all’Ente Bilaterale Artigianato, delegato a gestire lo stesso fondo, avrà un risparmio (€ 200,00 annui a dipendente) pari alla differenza tra il costo di adesione (€ 125,00 annui in cui è ricompresa la quota FSBA di 34 euro) ed il costo che invece sopporterebbe in caso di non adesione (€ 325,00 di EAR). Ma a tal proposito si avranno aggiornamenti più precisi nelle prossime settimane appena saranno definite le procedure definitive e sarà riconosciuto il fondo con decreto interministeriale.

Pertanto resta inalterato il modello alternativo consentito al comma 14 dell’articolo 3, legge n. 92/2012, con riferimento ai settori in cui erano già presenti consolidati sistemi di bilateralità, quale appunto quello dell’artigianato. Questi, infatti, stanno semplicemente adeguando le fonti normative ed istitutive dei rispettivi fondi bilaterali, prevedendo misure intese ad assicurare ai lavoratori una tutela reddituale in costanza di rapporto di lavoro, in caso di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, correlate alle caratteristiche delle attività produttive interessate. In tal caso, gli accordi e i contratti collettivi sono comunque tenuti a definire:
a) un’aliquota complessiva di contribuzione ordinaria di finanziamento non inferiore allo 0,20%;
b) le tipologie di prestazioni in funzione delle disponibilità del fondo di solidarietà bilaterale;
c) l’adeguamento dell’aliquota in funzione dell’andamento della gestione ovvero la rideterminazione delle prestazioni in relazione alle erogazioni, tenendo presente in via previsionale gli andamenti del relativo settore in relazione anche a quello più generale dell’economia e l’esigenza dell’equilibrio finanziario del fondo medesimo;
d) la possibilità di far confluire al fondo di solidarietà quota parte del contributo previsto per l’eventuale fondo interprofessionale; e) criteri e requisiti per la gestione dei fondi.

Le prestazioni integrative

Il comma 11, del più volte citato art. 3, fissa l’elenco delle prestazioni sulle quali possono orientarsi i fondi di solidarietà bilaterali. Sul punto, la novità riguarda l’ampliamento del perimetro di tutela in occasione di sospensioni o riduzioni della produzione aziendale. Nella formulazione precedente, il comma 11 fissava il seguente quadro di tutele:
a) assicurare ai lavoratori una tutela in caso di cessazione dal rapporto di lavoro, integrativa rispetto all’assicurazione sociale per l’impiego;

b) prevedere assegni straordinari per il sostegno al reddito, riconosciuti nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo, a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
c) contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell’Unione europea.
Dal 1° gennaio 2014, il punto a) viene riformulato aggiungendo all’ipotesi della tutela integrativa rispetto a prestazioni connesse alla perdita del posto di lavoro, una seconda tutela integrativa rispetto a trattamenti di integrazione salariale previsti dalla normativa vigente. Sul fronte delle prestazioni, infine, viene corretto un refuso legislativo contenuto nel comma 20, art. 3, legge n. 92/2012, con riferimento alle prestazioni erogate dal fondo residuale istituto con decreto ministeriale e applicabile alle imprese appartenenti a settori in cui non siano attivi, al 1° gennaio 2014, fondi di solidarietà di origine bilaterale. La norma ora dispone che il fondo di solidarietà residuale garantisce la prestazione di un assegno ordinario di importo almeno pari all’integrazione salariale, per una durata «non inferiore» a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile, in relazione alle causali di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa previste dalla normativa in materia di Cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria. La formulazione precedente prevedeva, erroneamente, che la durata fosse stata «non superiore» a un ottavo delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile

7 gennaio 2014

SOSPENSIONE FSR

In attesa di apposite determinazioni delle parti Sociali Regionali della Calabria, in merito all’istituzione del nuovo Fondo di Solidarietà Bilaterale Artigianato previsto dalla Legge 92/2012, le prestazione di FSR 2014 sono temporaneamente sospese. Le imprese e i dipendenti potranno ugualmente presentare le domande la cui istruttoria seguirà l’iter ordinario mentre rimarranno sospese le rispettive liquidazioni al fine di poter garantire le prestazioni legate alle sospensioni lavorative (ASpI). Comunque le indennità di FSR saranno ugualmente erogate fino a concorrenza delle nuove risorse che le Parti Sociali decideranno di assegnare per l’anno 2014.
Ulteriori aggiornamenti saranno tempestivamente pubblicati sul nostro sito.